La commissione europea multa gli imbroglioni delle suonerie

Ci sono voluti ben due anni ma finalmente le indagini sono state completate e il risultato finale è stata la chiusura di 54 siti di suonerie per cellulari che non rispettavano le normative europee vigenti. Degli oltre 500 portali presi in analisi circa il 70% di questi non era conforme alla legge europea e così è partito un tappeto di multe milionarie a scapito delle compagnie telefoniche che facevano passare, attraverso l’uso di banner e pubblicità ingannevoli, servizi a pagamento come servizi gratuiti, alcuni di questi anche in abbonamento. La commissione europea si è messa in atto in seguito alle numerose e reiterate proteste, la maggior parte delle quali portate avanti dai genitori dei figli che sono caduti in inganno. Le aziende italiane che hanno ricevuto le sanzioni, per un totale complessivo di 2 milioni di euro, sono nove: Dada, Fox Mobile, H3G, Telecom Italia, Tuttogratis, Vodafone, Wind, Zed e Zeng. Alcuni di questi siti non solo traevano in inganno gli utenti e riutilizzavano i dati per registrare gli iscritti in un elenco di abbonati ai quali a cadenza fissa veniva spedita una suoneria a pagamento che andava poi ad addebitarsi sul conto telefonico, ma rendevano anche ‘complesse’ le procedure di disattivazione dei servizi sottoscritti.
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